
Oggi
vorrei presentarvi un ristorante di Windsor in cui io e il mio compagno abbiamo
mangiato qualche giorno fa. Ciò che mi ha attratto di Al Fassia è l'atmosfera
quasi domestica che ho respirato ogni volta passandoci davanti. Una volta
entrata, la sensazione di familiarità ha trovato conferma nella combinazione
unica di odori provenienti dai fornelli.
Fateci
caso: quando andate a trovare un amico, una vecchia zia, non c'è un
odore ma quell'odore: una
combinazione casuale ma costante che dà carattere a una casa. In questo caso,
un ristorante. Probabilmente l’identità di Al Fassia è nel menu: sempre lo
stesso da oltre 10 anni.
Chiari
riferimenti alla cultura marocchina e nord africana sono sulle pareti, nelle
incisioni delle posate e nelle occhiaie scure del cuoco che, ogni tanto, spunta
dalla cucina.
Altro
aspetto che ho gradito sono i tavoli accoglienti: per una cena "a
due" fortunatamente non ci si ritrova in uno spazio angusto.
Ma ora la
presentazione dei piatti.
Antipasto:
Crevette
Royale.Gamberoni con pomodoro speziato e salsa d'aglio.
Cercherò
di descrivere tutti i sapori di questo piatto, devo dire molto interessante. Inizialmente ho avvertito un sapore aspro. Pensavo fosse il pomodoro, a volte acido e inospitale. Ma questa prima sensazione non mi convinceva. Per cui ho cercato di capire meglio e con
pazienza se mi stava sfuggendo qualcosa. Ed eccolo: il limone! Non mi sarei mai aspettata tale ingrediente in una salsa per il resto, calda, corposa e rustica.
A completare la "reazione gustativa" ci pensano, immediatamente dopo, l'aglio e una sapiente combinazione di spezie. Alla fine, arriva lui: il gambero. Carne soda ai punto giusto e profumo delicatissimo. Nonostante il gambero rappresenti la parte più timida del piatto, dal gusto meno irriverente rispetto agli altri, è proprio lui a lasciare per ultimo il palato.
Primo Piatto:
Cous cous au boeuf. Cous cous con carne di manzo e verdure fresche.
Ripensare a questo piatto mette fame!
La composizione era interessante: carote e zucchine coloravano un compatto strato di cous cous, il quale nascondeva un cuore tenero e saporito di carne di manzo. Affondando il cucchiaio e assaggiando insieme i tre elementi principali, li ho avvertiti entrare in relazione l’un l’altro non solo nel sapore, ma soprattutto nella consistenza uniforme e perfetta. Penso che proprio la naturale ed equilibrata interazione degli ingredienti renda il Cous Cous di Al
Fassia un piatto degno di nota.
Dopo il
primo eravamo ormai sazi e mi dispiace non aver provato il dolce: avrei
scelto Bastilla À la Glace accompagnato dal gelato alla vaniglia. Magari la
prossima volta!
Spero che
questa recensione vi sia stata utile o che si riveli tale: ricordate di
mangiare non solo con gli occhi, la bocca e lo stomaco. Usate il tatto, anche
quello del palato. Ascoltate gli odori e il susseguirsi dei sapori. Vi aiuterà
a giudicare meglio cosa va e cosa non va in ciò che mangiate.
C_a

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